lunedì 31 ottobre 2016

Cibo ed emozioni

Cibo ed emozioni

Esiste uno stretto rapporto tra cibo ed emozioni.


Il cibo, ad esempio, è sempre il protagonista delle nostre di festa, ha il compito di esaltare la gioia di quei momenti. 

Talvolta un alimento può evocarci ricordi personali, oppure gustare un piatto che amiamo può farci provare gioia.

Può capitare anche che si mangi dalla noia, dalla rabbia o si perda l'appetito dalla tristezza.

Il rapporto con il cibo, quindi, coinvolge gli impulsi più istintivi e vitali della vita affettiva.

Ci sono alcune basi anatomiche e fisiologiche in grado di spiegare la stretta relazione che intercorre tra l’atto di alimentarsi ed il provare emozioni.

giovedì 1 settembre 2016

Eventi gratuiti per la Settimana del Benessere a Genova

Il Centro Eliodoro propone una settimana per partecipare a seminari, corsi di yoga, meditare, dedicarsi a se stessi, allentare l'eventuale stress accumulato, tutto in un ambiente accogliente e confortevole.

Potrete prenotare una consulenza gratuita con le psicologhe o con la nutrizionista (la consulenza non prevede il rilascio di diete) del centro.

Inoltre sarà possibile visitare la mostra fotografica "LiberaMente" di Veronica Laura Ombra.

La "Settimana del benessere" si svolgerà da
sabato 17 settembre a domenica 25 settembre
in Corso Torino 7/5 scala sinistra a Genova.


Le iniziative sono completamente gratuite con obbligo di prenotazione.

Per informazioni o prenotazioni scriveteci a info@centroeliodoro.it oppure contattate direttamente il professionista responsabile dell'evento a cui desiderate partecipare.

Qui di seguito il programma nel dettaglio.

Incontri gratuiti Genova

sabato 13 febbraio 2016

Stai per diventare papà...

psicologia papà
Papà...stai per diventare papà e la tua vita cambierà di colpo. Paure? Dubbi? 

In questo momento tanto delicato ogni emozione è lecita, è permesso ogni tipo di pensiero: è sano il fatto che il mondo interiore di una persona la quale si accinge a diventare genitore sia in movimento, assuma diverse forme, presenti impensabili sfaccettature.

Tuttavia non sempre ciò viene vissuto dall'uomo con serenità: esso si chiede ad esempio se sarà un buon padre, osserva la sua compagna parlare del loro bambino con un'intensità ed un'emozione che può non riconoscersi e chiedersi cosa ci sia di sbagliato in lui, perché non ami suo figlio come lo ama lei. Sono domande legittime, ma generalmente non nascondono una difficoltà del padre ad affezionarsi al proprio figlio che sta arrivando, sono solo il frutto di un processo che percorre strade differenti in tempi differenti rispetto alla donna.

Proprio ora, che il nascituro è ancora nel grembo materno, è il momento giusto per fare chiarezza dentro di sè, aumentare la propria autoconsapevolezza e successivamente rendere partecipe la propria compagna di ciò che è emerso dalla propria esplorazione.

lunedì 24 agosto 2015

Il Pensiero Positivo insegnato dagli animali

Pensiero positivo
Il termine “pensiero positivo” si riferisce ad una scuola di pensiero che sostiene il vantaggio di allineare la mente a uno stato di positività, lavorando sulle proprie convinzioni, creando sempre nuovi pensieri ottimisti, affrontando con fiducia la propria esperienza di vita al fine di raggiungere il benessere psicofisico. 

Secondo questa filosofia, i pensieri sono materia viva e creativa, sulla quale abbiamo ampia possibilità d’intervento.

La tecnica principale attraverso cui il pensiero positivo è messo in atto è costituita dalle "affermazioni", cioè frasi che contengono in sé le caratteristiche mentali, fisiche e spirituali che l'individuo desidera possedere oppure gli eventi che desidera che accadano. Le affermazioni possono essere pronunciate ad alta voce, pensate o anche cantate, portando così attraverso questa costante ripetizione a una lenta riprogrammazione della mente non conscia.

Ci sono delle affermazioni che preferisco più di altre, frasi che spesso ritornano nelle sedute con i miei pazienti, ma anche nella mia vita privata e in quella dei miei cari.
Eccole qui di seguito:

sabato 14 marzo 2015

Urlo e canto come veicolo di emozioni

"L'urlo di Sharon". Mario Digennaro
Trovo che che ci sia una sostanziale differenza tra l'urlo ed il canto.
L'urlo indica tendenzialmente il desiderio di eliminare qualcosa: ha una traiettoria che prevede un inizio e una fine, legata anche al respiro.
Quando si urla, si butta fuori qualcosa.
Se è rabbia, la si vuole eliminare, se è gioia, la si vuole esprimere ma allo stesso tempo, l'urlo è utile per dissipare l'agitazione, il calore che la gioia instaura dentro di noi.

Con il canto invece, c'è un'implicazione di trasformazione.
Cantando si accetta quello che si sta vivendo, anche se è dolore. Altrimenti non lo si potrebbe cantare, dato che il canto è un tentativo di celebrare, di amplificare, di diffondere.

Chi usa l'urlo, spesso lo fa per alleggerirsi, perchè sente il bisogno di far uscire il peso dei problemi, ha bisogno di liberarsi.
Però, se chi urla non capisce la ragione per cui si è trovato in quella specifica situazione, egli avrà sempre il bisogno di urlare.

L'urlo è improvviso, non ha regole necessita di sforzo.
Il canto è diverso: innalza le emozioni, dà dignità a qualsiasi cosa noi sentiamo dentro.
Esso sollecita il corpo in più modi. 

lunedì 6 ottobre 2014

Piedi tra fobia e feticcio

 
Piedi tra fobia e feticcio
Cosa vi suscitano i piedi?
Sono sicura che questa domanda potrebbe avere numerosissime risposte e molto differenti tra loro...
 
Mentre una buona percentuale direbbe che i piedi sono seducenti, delicati o simpatici,  ci sarebbe anche chi li considererebbe “schifosi, disgustosi, antipatici”. 

Una ricerca di Enrico Finzi, presidente di Astra Ricerche, presentata su ADNKRONOS SALUTE descrive un'indagine sugli italiani e i piedi.