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sabato 22 marzo 2014

Psicologia e abbigliamento

Giornata piovosa più solitudine uguale trovarsi qualcosa da fare in casa.
Che cosa?? Riordinare l'armadio!!!
 
Decine di maglioni, camicie, gonne ecc...e non ho mai niente da mettermi...questa cosa mi fa pensare...
 
Perché non sono mai contenta del mio abbigliamento? Perché spesso e volentieri perdo un sacco di tempo davanti all'armadio aperto a chiedermi cosa indossare? Capita anche a voi?
 
La risposta a questa domanda sta nel fatto che l'abbigliamento manifesta la nostra personalità, rispecchia il nostro stato d'animo del momento, comunica molte cose di noi.
 
Perciò, nell'attimo in cui bisogna vestirsi, entrano in gioco diverse variabili riassumibili nella domanda "cosa voglio dire o non dire di me con il mio abbigliamento"?
A volte si hanno le idee chiare, altre volte un po' meno....

Ogni giorno, con l'abbigliamento, esponiamo noi stessi al mondo secondo un progetto, anche se non necessariamente conscio.
Attraverso l’abbigliamento costruiamo messaggi inducendo gli altri ad interpretarli.
 
Ogni parte del corpo può divenire materia espressiva: coprendola, scoprendola, associandola ad oggetti, trasformandola.
 
Attraverso l'abbigliamento passano diverse tematiche: i valori, il senso del potere, lo status sociale, aspetti del carattere, lo stato d'animo ecc....
 
Per esempio, uno studio della dottoressa Karen Pine dell’università di Hertfordshire rivela che la scelta degli abiti nell'armadio è condizionata dal nostro stato d’animo.
Lo studio ha previsto la somministrazione di un questionario in cui veniva chiesto a 100 donne cosa indossassero quando non si sentivano perfettamente in forma: il capo maggiormente scelto in questa occasione è il jeans, pratico e semplice, mentre il proprio capo preferito viene indossato quando ci si sente in buono stato psicofisico e si comincia la giornata in maniera fiduciosa.
Abbigliamento e umore sono dunque correlati. Più ci si sente bene più si cura la propria immagine, si sta meglio con gli altri e si indossano capi che aumentano la sicurezza in se stessi.
 
In linea teorica si instaura anche un circolo virtuoso: una proporzionalità diretta tra lo "star bene" ed il "sentirsi ancora meglio" indossando abiti che piacciono.
Viceversa la scelta di un abbigliamento più confortevole e pratico può essere indice di trascuratezza e qui può instaurarsi un circolo vizioso: più non mi sento a mio agio, più mi metto nelle condizioni di apparire goffa e limitare, di conseguenza, i contatti sociali.
In definitiva: se mi sento bene voglio apparire più gradevole ed entrare in relazione con gli altri più facilmente.
 
Il legame tra la psicologia e l'abbigliamento è fortissimo.
Un altro spetto che mi affascina è legato al riconoscere che l'abbigliamento rispecchia la nostra personalità.
In rete ho trovato questo modo di categorizzare lo stile che adottiamo nel vestire che po' mi fa sorridere, ma in qualche modo credo ci sia del vero in questo schema così limitato.
Lo copio tagliando qualche pezzo qua e là:
 
" Ci sono quattro tipi di personalità base che si potrebbero illustrare in questo modo:

1) Il  conformista, che è generalmente introverso, ma emotivamente stabile. (direi che è il posto del fighetto senza inventiva, la persona che segue le mode passivamente e si metterebbe in testa anche una coda di mucca se fosse "trendy").
2) Il leader, che è a metà strada tra l'introverso e l'estroverso ed è emotivamente stabile (elegante classico).
3) Il creativo di successo, che è estroverso e a metà strada tra lo stabile e l'instabile
4) L'artista tormentato (il ribelle, il dandy, l'alternativo) che oscilla tra umore malinconico e collerico ed è a metà strada tra introverso ed estroverso, e che a volte è nevrotico e può subire una emarginazione, oppure compiere atti inconsulti, pensiamo a Van Gogh, per fare uno degli esempi più noti ed eclatanti.
....in genere sono le personalità 3) e 4) quelle che tendono a vestirsi in maniera creativa e originale, mentre le personalità 1) e 2) sono esteticamente meno creative".


Io mi sento  a cavallo tra il 3 e il 4 con vaghi picchi di 1.....

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